Questo è quello che potrebbe attendere molti italiani all’estero, se dovesse venir portato a termine il piano sulla “razionalizzazione” della rete consolare, che prevede la chiusura di ben 18 Consolati, 1 ambasciata nonché il declassamento di 4 Consolati Generali, in tutto il mondo.
Uno di questi consolati, che dovrebbe essere chiuso entro la fine del 2010, è il Consolato italiano a Norimberga (Germania). Questo consolato, è stato aperto nel lontano 1967 come Vice Consolato ed ha visto il susseguirsi di 8 Consoli.
La circoscrizione del Consolato di Norimberga copre una superficie di circa 23.000 kmq, leggermente più grande della Regione Toscana, ed ha una popolazione di circa 29.000 connazionali residenti, dei quali quasi 10.000 soltanto nell’area Metropolitana Norimberga-Fürth-Erlangen.
La chiusura del Consolato creerebbe gravi disagi e molte difficoltà agli italiani residenti in quelle zone, rendendo più difficili i rapporti con la patria. Molti per recarsi al Consolato Generale di Monaco dovrebbero affrontare viaggi di 400km di sola andata. Cosa quasi improponibile per anziani, portatori di handicap, ma anche difficile per chi lavora, in quanto si perderebbe una giornata intera. Chi in Italia sarebbe disposto a farsi un viaggio, che per rendere la proporzione – sarebbe uguale a Modena-Roma, per una carta d’identità, un passaporto o per registrare la nascita dei propri figli nel registro dell’anagrafe?
Chiudere il Consolato non reca solo problemi di tipo amministrativo, ma anche di tipo culturale. L’integrazione degli italiani in Franconia non è del tutto riuscita, ci sono ancora oggi molti problemi di carattere linguistico, professionale e scolastici.
Soprattutto il campo scolastico dimostra delle differenze abissali tra italiani e tedeschi. Solo il 16,5% dei ragazzi italiani in Germania frequentano i ginnasi (contro il 44% dei tedeschi), e il 43,7% si ferma alla terza media tedesca (contro il 15% di tedeschi). E’ in fase di progettazione un progetto comune tra ente gestore, il Consolato di Norimberga ed il Comune di Norimberga, che vedrebbe la formazione di gruppi di sostegno per bambini italiani. Senza l’ausilio del Consolato, progetti tali sarebbero quasi impossibili da realizzare.
La “razionalizzazione” della spesa pubblica all’estero prevede dei risparmi economici, ma non sembra valutare invece la perdita d’immagine dell’Italia all’estero, e perdite economiche a causa di questa. La chiusura degli uffici, attualmente prevista, ammonterebbe ad un risparmio complessivo di circa 8,5 milioni di euro secondo le stime, mentre potrebbe rivelarsi inestimabile la perdita d’immagine ed i rapporti commerciali-industriali col estero.
Per tornare al caso specifico di Norimberga, la Baviera vede nell’Italia il primo partner per le sue esportazioni ed il secondo (dopo l’Austria) per le importazioni. Qui sono presenti molte filiali tedesche di ditte italiane, tra cui la FINSEDA di Neuhaus; le ditte italiane con sede principale in Franconia sono circa 800 (se si considera anche il settore gastronomico, del design e della moda). Le ditte tedesche con rapporti import-export con l’Italia, invece sono alcune migliaia, tra le più note l’ADIDAS, la PUMA e la INA-Schaeffler tutte e tre di Herzogenaurach. Anche la DATEV, la più grande azienda tedesca per software a scopi contabili, con filiali in Italia, ha la sua sede principale a Norimberga. Data la vicinanza e le affinità produttive, oltre ai rapporti privati, ci sono anche moltissimi rapporti tra le istituzioni, tra cui ci sono da nominare collaborazioni tra la città di Norimberga e quella di Verona; e tra la Camera di Commercio locale con la città di Trieste. Queste collaborazioni hanno visto un ruolo significativo del Consolato per la riuscita di tali collaborazioni.
Il distretto della Franconia ed in particolare la città di Norimberga, grazie alla sua posizione geografica – al centro della Germania e nel cuore dell’Europa – rappresenta un crocevia tra nord-sud ed est-ovest fin dal medioevo. Oggi il Centro Fiere di Norimberga occupa, per importanza, il settimo posto in Germania (nel 2008: 150 milioni di euro di fatturato), precedendo addirittura quello di Stoccarda, e si trova tra i primi 20 a livello mondiale. La particolarità del centro fiere di Norimberga è dato dal fatto che il 51% degli espositori proviene dall’estero, dove gli espositori italiani rappresentano il secondo gruppo più numeroso dopo i tedeschi stessi, ma è di forte interesse anche perché ricopre la funzione di “collegamento” con i nuovi membri UE dell’est Europa. Solo per citarne alcune delle importanti fiere che si svolgono qui e la media degli espositori fieristici italiani: Fiera del giocattolo (200); Biofach – Salone dei Prodotti Biologici (300); Fiera del Marmo e delle Pietre Naturali (190); Fiera delle bevande (90); InterZoo (100), ed altre ancora. Nell’anno 2007 i visitatori italiani, invece, hanno raggiunto ben 1,24 milioni di presenze.
Perdere il Consolato significherebbe anche perdere un punto di riferimento sia per le aziende italiane, ma anche per quelle tedesche intenzionate ad avviare rapporti, o le quali già hanno rapporti col Italia. Verrebbe meno anche il contatto diretto ed immediato per le istituzioni tedesche locali, col Italia.
Questo ha fatto si, che Sindaci dei comuni, deputati del Landtag bavarese, ed associazioni tedesche si siano unite alle associazioni italiane a far sentire la loro voce contraria alla chiusura del Consolato, e chiedono che esso venga mantenuto attivo.
Si potrebbe fare discorsi analoghi per tutti gli altri Consolati che dovrebbero venir chiusi. Tra essi troviamo: Amburgo (Germania, città che ha più di 1000 aziende tedesche con rapporti commerciali col Italia; oltre che un’estensione che comprende le Isole Frisoni); Adelaide e Brisbane (in Australia, che verrebbero incorporati rispettivamente in Melbourne e Sydney); Losanna (Svizzera, con un’utenza di circa 100.000 italiani); Detroit (USA, sede della Chrysler – importante per i rapporti con la FIAT); Manchester (GB, che si vedrebbe incorporata con l’ufficio consolare dell’Ambasciata a Londra). Gli altri sono: Bruxelles, Genk, Liegi e Mons (Belgio); Saarbrücken e Mannheim (Germania); Lilla e Mulhouse (Francia); Coira (Svizzera); Filadelfia (USA); Durban (Sud Africa) e l’Ambasciata d’Italia a Lusaka (Zambia). Il declassamento da Consolato Generale a Consolato semplice toccherebbe invece a: Basilea (Svizzera); Gedda (Arabia Saudita); Karachi (Pakistan) ed Alessandria d’Egitto (Egitto).
Se è vero che c’è bisogno di una razionalizzazione della spesa pubblica, tale non dovrebbe essere a discapito dell’efficienza degli servizi. Attualmente le decisioni del Governo, sembrano aver sottovalutato, o addirittura non preso in considerazione alcuni punti chiavi che ruotano intorno alle sedi consolari prese in considerazione per la chiusura, ovvero: l’importanza delle relazioni economiche, sociali e culturali.

Il Sen. Alfredo Mantica (PdL), sottosegretario di Stato agli affari esteri, ribatte che le cifre così recuperate, verrebbero reinvestite nella rete consolare, ed in particolare nel “Consolato digitale”. Tralasciando un attimo i disagi per l’utenza, sembra davvero irreale che gli altri uffici, che vedrebbero doppiati o addirittura triplicati la loro utenza, riescano a smaltire tale mole di lavoro extra. Inoltre, il “Consolato digitale” è ancora lontano anni luce da un funzionamento efficace, fin ora l’unico in via sperimentale a Bruxelles – nonostante investimenti elevati, non ha dato i risultati sperati. Sul “Consolato digitale” c’è da dire anche, che ci vuole una fase di collaudo, di transizione, ed un’utenza pronta a tale utilizzo, considerando che molti dei nostri connazionali siano anziani e non degli internauti esperti.
Tutto questo sembra l’ennesima dimostrazione, di quanto poco conti per la politica di tutti i giorni, la risorsa degli italiani all’estero. Si continua a tagliare i ponti con loro, si continua ad allontanarli dalla patria, ricordandosi di loro solo in campagna elettorale, quando i loro voti possono decidere se la maggioranza vada ad uno schieramento o all’altro.
Intanto in questi giorni è passata, in Commissione Affari esteri, la risoluzione Narducci (PD) – Di Biagio (PdL) che chiede una “pausa di riflessione” per rivedere la manovra della “razionalizzazione”.
Continua la protesta da parte delle Associazioni Italiane, con il supporto di enti e associazioni locali, contro la chiusura dei loro Consolati.
A Norimberga è prevista una manifestazione per il 19 settembre 2009, per chiedere ancora che il Consolato non venga chiuso.
Articoli che potrebbero interessarti
Leggi anche :
Lo IAB forum 2009 svoltosi a Milano si è concluso, e ci ha lasciato alcuni dati molto interessanti, come ad esempio la percentuale del 43% degli italiani ch ...
Sono i giorni degli addii al campionato italiano da parte di alcuni campioni, ma Marcello Lippi ha già detto di non essere preoccupato, anzi di esser felice ...
Secondo la ricerca "Amore e Cinema", realizzata dal social network Meetic il più sexy tra gli attori è Raoul Bova e non l'americano George Clooney, vittima ...
Italia, Brasile, Egitto, Usa? È tutto ancora da decidere il girone B della Confederations Cup alla vigilia delle ultime due gare del girone. Essendo la diff ...
Al mare preferibilmente, a prezzi contenuti, passeggiate e cavallo e relax. Sono le tendenze delle vacanze in agriturismo rilevate da Agriturist, l'associaz ...














[...] 800+ km per una Carta d’identità Scritto da:John Buggy il 2009-08-03 [...]