“Ha una famiglia benestante, una casa in centro, frequenta il liceo. A 15 anni ha cominciato a prostituirsi con i compagni di scuola. E non è un caso isolato, come ha scoperto lo psicologo che segue Caterina in terapia. Panorama racconta la sua storia. E suo padre descrive lo smarrimento di un genitore che si accorge di non avere capito nulla della figlia.”
Nel prossimo numero di Panorama, il n° 40 in uscita il 1° ottobre 2009 sarà pubblicato un servizio esclusivo su uno dei problemi principale del III Millennio, il sesso a pagamento nelle scuole. Dopo l’alcol e la droga questo è uno dei principali problemi, un fenomeno che gli esperti definiscono microprostituzione.
“Gli esperti lo usano per indicare un fenomeno nuovo che riguarda gli adolescenti: vendere prestazioni sessuali ad altri coetanei in cambio di denaro o beni materiali. In Italia i protagonisti sono soprattutto ragazze, ma anche ragazzi minorenni, di estrazione sociale medio-alta. I loro contratti a base di sesso si consumano a scuola, specialmente nei licei delle grandi città. La microprostituzione non è organizzata né gestita da un racket, non prevede sfruttamento, non riguarda soggetti stranieri e non si rivolge a una clientela adulta. È roba da ragazzi, insomma.”
Il servizio racconta la storia di una ragazza di Milano, la quale è riuscita a superare questo problema. La ragazza, racconta la sua storia rispondendo alle domande di Alessandro Calderoni. L’orrenda avventura della ragazza inizia all’età di 14-15 anni, quando “Non mi piacevo. Stavo male”. Prima l’alcol e poi il sesso, passando per le canne “rilassanti” ma mai la droga pesante come la cocaina. Dopo l’alcol arriva il sesso, a scuola con i coetanei, non per amore, senza provare alcun sentimento ma solo per soldi.
“Avevo 15 anni, era soltanto sesso orale, non avevo ancora avuto un rapporto completo, all’epoca. Mi ero buttata nell’alcol e qualche prestazione in cambio di soldi non mi sembrava così tragica, come cosa”. Tutto accaduto nella maniera più semplice “Mi è stata fatta la proposta da un ragazzo – così racconta Caterina – e io ho accettato praticamente subito”. Prestazioni a pagamento, circa 20-30 euro che la ragazza ha svolto solo 6 volte, mai con lo stesso ragazzo e mai per amore, ma solo per gioco.
Caterina però non è l’unica ragazza ad aver fatto ciò, una moda che si espande sempre più, contagiando molti ragazzi e ragazze figli di benestanti. Il servizio del n° 40 di Panorama racconta anche altre storie del genere e argomenti collegati alla vendita del proprio corpo a scuola, per piacere ma sopratutto per soldi.
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