E’ solo un bambino, ma è già stato mandato in pensione. E’ il ragazzino bendato che estraeva i numeri del lotto: a tre anni dalla prima estrazione automatizzata, i Monopoli di Stato hanno sancito che d’ora in poi scompaia definitivamente la figura del bambino che, con la “manina innocente”, pescava i numeri dal cesto. Al suo posto, d’ora in poi, solo computer, che accentreranno in tre sedi le estrazioni di tutte e 11 le ruote.
Per la scelta del bambino le regole erano due, molto semplici: doveva avere tra 7 e 11 anni e non poteva partecipare a più di un’estrazione. Il compenso, una volta pescati i numeri, era di un buono giocattolo di 30 euro per il ragazzino e di un gettone di presenza di 80 euro per l’accompagnatore. E così, anche per ottimizzare i costi (risparmiando 110 euro per ogni ruota, cioè un totale di 1.210 euro a estrazione), ora la figura del bambino bendato è stata mandata in pensione. Sostituita da un freddo calcolatore che però, quantomeno, fugherà per sempre ogni possibile dubbio sulla regolarità dell’estrazione, sulla casualità della pescata dei numeri, sul fatto che le palline potessero essere in qualche modo “segnate”.
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