Dopo domani ci sarà l’inaugurazione dell’auditorium di Ravello in costiera amalfitana, venerdì 29 gennaio, organizzata dalla Regione Campania, e c’è fibrillazione nella cittadina della costa d’ Amalfi. Positanonews, il quotidiano online indipendente della costiera amalfitana e penisola sorrentina, sta seguendo l’evolversi dell’opera, e del background politico, quasi quotidianamente negli ultimi mesi. La consideriamo l’opera pubblica destinata al mondo dello spettacolo, legato al turismo, più importante della storia in costiera amalfitana. Ma anche l’opera che più ha fatto visto divisioni e discussioni. Riceviamo e pubblichiamo, inviato a Positanonews.it, l’intervento di Gerardo Russo, farmacista, nonchè candidato alla provincia di Salerno per l’italia dei valori, visto da alcuni come la “terza via” a quello che viene considerato il duopolio Amalfitano-Di Martino.
Come molti ravellesi ero interessato a partecipare almeno ad uno degli eventi previsti per l’inaugurazione del “NOSTRO” Auditorium dove per nostro chiaramente intendo di noi ravellesi.
Fino a ieri l’unica via percorribile per riuscire a “conquistare” un biglietto era di rivolgersi alla Fondazione ed ho appreso che il mio status di socio del Consorzio di promozione turistica mi dà diritto a due biglietti. Già questo mi ha notevolmente infastidito.
E se non ero socio del Consorzio (come la maggior parte dei ravellesi!) allora non potevo avere il biglietto?
Invece, come talvolta mi accade, sono stato proprio un malpesante perché non ero a conoscenza del fatto che sono previsti nientemeno che 50 biglietti riservati alla popolazione ravellese pari ad un clamoroso 12,5% dei 400 posti totali che rappresentano la capienza della sala dove si svolgono gli eventi.
Il ravellese che gradirebbe avere due biglietti deve inviare una email alla fondazione ed indicare, però, anche il nominativo delle persone che assisteranno alla manifestazione che viene inserito in un elenco che sarà mandato a Roma ( spero non per essere vagliato da qualche istituto di intelligence!) Ah dimenticavo! Qualora una delle persone indicate non sia residente a Ravello allora non può partecipare.
Ci risiamo!! Il fastidio cresce di nuovo. E mia moglie che non è residente a Ravello potrà vedersi concesso il diritto di accompagnarmi all’evento? E se volevo andare alla manifestazione con un mio amico di Scala o di Minori lo potevo fare? Pare di no.
Analizzando lucidamente la situazione mi si potrebbe rispondere che queste limitazioni sono state introdotte per essere certi che proprio i ravellesi possano partecipare numerosi alle manifestazioni.
L’obiezione è dotata sicuramente di un certo fondamento. Il problema, purtroppo, sta proprio in quel “numerosi”. 50 posti su 400 vi sembrano numerosi?? E gli altri 350 biglietti a chi vanno? Ed è solo la Fondazione che “concede e dispensa” i biglietti? Possibile che l’amministrazione comunale fino all’altro ieri non era stata coinvolta nella gestione dei biglietti? Spero che in extremis anche il comune sia coinvolto.
Come molti ravellesi sanno, personalmente non sono mai stato un sostenitore di questa amministrazione ma non posso esimermi dal sottolineare come sarebbe veramente grave se si desse anche solo l’impressione che il Comune di Ravello (inteso come istituzione comunale) risulti totalmente estraneo alla gestione dei biglietti e dell’Auditorium in generale.
Si finirebbe col prestare il fianco alle critiche dei molti ravellesi e non che ritengono quello della Fondazione un vero e proprio “strapotere”. La Fondazione si deve rassegnare a dover collaborare e a dover coordinarsi con l’amministrazione come, allo stesso modo, l’amministrazione deve definitivamente accettare l’idea di non essere i grado di gestire da sola l’Auditorium e Villa Episcopio.
Di conseguenza i soggetti più rissosi di entrambi “gli schieramenti” dovrebbero, per il bene del paese se veramente lo hanno a cuore, limitare le loro indecorose scenate dove ci si rivolge l’un altro i più irripetibili epiteti offensivi che non fanno altro che esacerbare e radicalizzare gli animi con un unico risultato finale: o da una parte o dall’altra.
O contro la Fondazione che favorirebbe solo una limitata cerchia di ravellesi (sempre gli stessi) perché adepti del direttore o contro l’Amministrazione che prima ha avversato in tutti modi il progetto Auditorium e adesso vorrebbe partecipare alla spartizione clientelare dei posti di lavoro dell’auditorium. Non ci si può dimenticare, però, che l’amministrazione in carica ha vinto le scorse elezioni comunali anche per essersi espressa così duramente contro la costruzione dell’Auditorium (soprattutto per la posizione scelta per la struttura) non lesinando critiche anche alla Fondazione rimproverandole una gestione quasi privatistica. Ebbene in una situazione del genere estremamente delicata in cui una notevole parte dei ravellesi (già in passato sentitisi spesso vilipesi con vari epiteti) ha dimostrato di avere grosse riserve sui “modi” della Fondazione e del suo dominus voi al posto della Fondazione e del suo dominus cosa avreste fatto?
Avreste sicuramente adottato un atteggiamento irreprensibile improntato alla massima moderazione per non prestare il fianco a critiche che avrebbero sicuramente trovato terreno fertile in molti ravellesi già critici nei confronti della fondazione. Invece, di fronte alle lungaggini e ai problemi di coordinamento con gli altri soggetti (tra cui l’amministrazione) si reagisce col solito atteggiamento che definire arrogante è un eufemismo. Questo comportamento, chiaramente, vanifica l’eventuale ed auspicato miglioramento dell’immagine della Fondazione presso il ravellese medio che,spesso, continua a vederla come un centro di potere distante e lontano e continua a sottovalutarne l’importanza nella crescita economico-turistica propria e del proprio paese.
Personalmente auspico che le strutture gestite dalla Fondazione siano il più possibile aperte anche a tutti i tipi di manifestazione di natura culturale e social-ricreativa che i cittadini riescono ad organizzare. Perché è bene precisare che gestire una struttura non significa diventarne proprietari!! I veri proprietari siamo sempre tutti noi cittadini. Spero, poi, che la Fondazione, come tutte le fondazioni esistenti al mondo, possa sviluppare in maniera più approfondita quella che è la sua vera e principale funzione: la funzione benefica.
Tutte le fondazioni, infatti, non avendo scopo di lucro, contribuiscono con i propri fondi allo sviluppo di attività sociali e benefiche sui territori dove operano. Ebbene, non sarebbe un ottimo modo per migliorare l’immagine della Fondazione presso i ravellesi quello di finanziare o almeno di dare un congruo contributo alle principali attività ricreative quali quelle teatrali (qualcosina già la si fa ma molto molto poco) e quelle sportive (come tennis e calcetto per i bambini)?
Basterebbe diminuire di una decina di migliaia di euro il totale dei compensi dei molteplici consulenti esterni ed ecco reperiti i fondi ! Personalmente verificherò con una mia richiesta personale alla Fondazione la sua disponibilità ad erogare un contributo significativo da utilizzare per garantire la partecipazioni ai corsi di tennis che si tengono a Ravello anche ai bambini appartenenti alle famiglie non abbienti. A tal riguardo vi farò sapere.
Riguardo ai rapporti Comune-Fondazione,certo se pure l’amministrazione comunale avesse un atteggiamento meno prevenuto e più conciliante con la Fondazione sicuramente i problemi di collaborazione e coordinamento reciproci sarebbero inferiori. Bisognerebbe avere il coraggio di indicare come membro di diritto dell’amministrazione all’interno dell’organo di gestione misto comune-auditorium un soggetto saggio, conciliante,paziente, privo di arroganza e disponibile al confronto con le idee diverse dalle sue.
Ma non è questo il caso.
GERARDO RUSSO
Ravellese
P.S.
All’inaugurazione dell’auditorium mi sa che non ci vado. Ci va mia sorella con una sua amica non residente, sempre se la fanno entrare. Non mi chiedete, poi, un parere estetico sull’Auditorium perché potrei perdere il controllo di me!!
Fonte: PositanoNews
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