Inaugurazione Auditorium: la privatizzazione di un’opera pubblica. Ravellesi di “serie B” ospiti in casa propria | Mellogs.it

Inaugurazione Auditorium: la privatizzazione di un’opera pubblica. Ravellesi di “serie B” ospiti in casa propria


IMG_7807Ad una settimana esatta dall’inaugurazione dell’Auditorium “Oscar Niemeyer”, nella Città della Musica la confusione regna sovrana. Mentre l’impresa di pulizie proveniente da Afragola sta lavorando in contemporanea con la produzione del Ravello Festival, lo staff del Consorzio degli operatori turistici e dell’Ufficio Tecnico Comunale, le nutrite squadre di tecnici specializzati  che affollano il cantiere di via della Repubblica sono costretti agli straordinari in seguito al distacco di alcune pannellature interne alla struttura avvenuto successivamente l’azionamento in prova dell’impianto di climatizzazione.

Si lavora anche di notte per consentire alla struttura di essere perfettamente (o quasi) funzionale per venerdì prossimo. I lavori  infatti verranno ufficialmente ultimati entro febbraio, e lunedì prossimo la commissione di vigilanza verrà riunita per fare il punto della situazione e soprattutto per rilasciare il formale via libera alla cerimonia d’inaugurazione prevista per i giorni 29,30 e 31 di gennaio prossimi.

Ma l’ultima polemica, in ordine di tempo, è quella relativa al numero di inviti stabiliti per la tre giorni. Pare che l’ufficio del Cerimoniale della Regione Campania, che cura la distribuzione degli inviti istituzionali, abbia previsto la presenza dell’intero Consiglio Regionale della Campania, dei Deputati, Senatori ed Europarlamentari eletti in Campania, di numerose istituzioni del comprensorio napoletano, dimenticando quelle salernitane. Per la Provincia, ad oggi, risultano invitati soltanto il presidente Cirielli con l’Assessore al Turismo (che di fatto non è in carica dato che la delega al turismo l’ha trattenuta il presidente) e il Presidente del Consiglio Provinciale.

Per il Comune di Ravello sarebbero soltanto due gli inviti stabiliti: per Sindaco e Vice. Sono stati totalmente dimenticati i Primi Cittadini dei comuni del comprensorio amalfitano, i presidenti degli altri enti locali (Parco, Comunità Montana, Sviluppo Costa d’Amalfi, ecc.), nonché gli Assessori ed i Consiglieri del Comune di Ravello. Anche lo staff dell’Ufficio Tecnico Comunale, che da tre anni e più sta concentrando gran parte delle proprie energie proprio nell’esecuzione dei lavori, ad oggi non risulta essere invitato. Questo è quanto, almeno per le partecipazioni istituzionali gestite direttamente dalla Regione.

Perché non è ancora noto l’elenco degli invitati della Fondazione Ravello, nella cui sede di viale Wagner, stando ai bene informati, numerose sono le richieste di prenotazione pervenute. Intanto il Consorzio di promozione turistica “Ravello Sense” già dispone di due inviti per consorziato (sono una settantina le aziende che vi aderiscono); attraverso un sms gli iscritti sono stati informati di avere diritto ad assistere ad uno spettacolo, basta solo scegliere.

Questa testata giornalistica, a cui non piace affatto fare polemiche, vuole solo rammentare ai Ravellesi e a tutti i propri lettori che la cerimonia di inaugurazione, come del resto la costruzione dell’Auditorium, è stata finanziata con danaro pubblico (intelligenti pauca). Ricordiamo bene come la paternità politica della struttura non si attribuisce all’attuale Amministrazione Comunale, ma è inspiegabile come si possa continuare a mortificare l’ente locale Comune di Ravello, rappresentativo di tutta la Cittadinanza e del territorio che è stato costretto a subire quest’opera.

Un modus operandi, questo,  che a Ravello è in vigore da anni; un tentativo di ulteriore privatizzazione di una parte della Città dopo quanto accaduto per altri più celebri Monumenti. E nel prossimo fine settimana inevitabilmente dovremo assistere alle  passerelle dei soliti ‘eletti’ (gli amici degli amici per intenderci), che si stabiliranno in via della Repubblica.

A  troppa improvvisazione e al solito opportunismo si sta assistendo in questi freddi giorni di inizio anno.  Ma in ogni caso bisogna fare in fretta: manca solo una settimana. E due mesi perché questi sistemi  -si auspica- possano cessare per sempre.

Il Vescovado


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