Quando si fotografa un movimento, è importante “congelare” l’azione, per evitare il mosso, ma questa “regola” non vale per esempio se il vostro soggetto è l’acqua che scorre: l’effetto dell’acqua in movimento è molto interessante.
Facciamo una prova - Per effettuare degli scatti di prova basta fare due passi, fino alla prima piazza con una fontana. Posizionatevi con la macchina fotografica su un treppiede vicino alla bocca dell’acqua e scattate una prima fotografia, usando un tempo di esposizione veloce (1/1000 di secondo, o comunque non oltre 1/500 di secondo).
Per il secondo scatto, usate un tempo di esposizione più lungo, 1/15, 1/8, se la luce ce lo consente anche ad 1 secondo. Visualizzate i risultati: nel primo caso l’acqua sembra ghiacciata, cristallizzata. si tratta di un effetto interessante, proprio perchè ad occhio nudo non riusciamo a vedere l’acqua in questa forma. E, al tempo stesso, questa resa interessante evidenzia il suo limite: non sembra acqua che sta scendendo. L’acqua in movimento, come la vediamo e, ancor più come ce la immaginiamo, assomiglia a quella che abbiamo scattato con tempi più lenti, che appare mossa.
Al mare, sul fiume, vicini alla cascata… - Ricordatevi di questo piccolo test, quando sarete in giro a fotografare: se volete riprodurre l’emozione di un fiume in piena, scattate la foto con il treppiede, anche con tempi molto lunghi, fino a diversi secondi: “spariranno” così le onde e si catturerà un flusso continuo di acqua che contrasterà con le rocce, gli alberi e tutto il panorama “fermo”, donando maggiore vigore e dinamicità all’immagine.
Poichè esporre con tempi così lunghi potrebbe essere un problema se c’è molta luce, scegliete di scattare durante le ore del tardo pomeriggio, quando l’intensità della luce del sole è minore e, ovviamente, usate regolazioni degli ISO, su valori molto bassi (100 ISO, per esempio).
Se la luce è sempre troppa… - Ecco due trucchi se volete fotografare l’acqua con tempi molto lunghi, ma la luce è troppa e non potete tornare quando è più buio:
- Portatevi dietro un filtro ND (Neutral Density). E’ un filtro neutro, grigio, e ha il solo compito di eliminare parte della luce che arriva al sensore. Di solito, il valore più comune del filtro ND è 4x, che significa che riduce a 1/4 la quantità di luce.
- Usate il formato RAW. Consente di scattare anche con sovraesposizioni di 2 stop, che so possono recuperare in fase di post produzione.
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