Fino a quelche giorno fa diverse testate giornalistiche, pur di sparare a zero contro Silvio Berlusconi, inventavano servizi sulla cessione del Milan a Gheddafi. Le smentite da parte di fininvest sono sempre arrivate, ma ora a quanto pare tutto diventa reale (per la gioia di qualche tifoso amareggiato). Oggi su “La Gazzetta dello Sport”, oltre a parlare del periodo nero dei rossoneri, si parla anche di un debito che Berlusoni deve pagare per la Mondadori, circa 750 milioni che pesano di più dei pessimi risultati del Milan. Inizialmente la cessione della squadra più titolata al mondo (di questo passo presto perderà questo appellativo), era solo una questione di famiglia, invece ora è sui tavoli dei manager Fininvest.
Il perchè – Tutto ciò dopo la sentenza del Tribunle civile di Milano che sabato ha condannato la capogruppo di Berlusconi a pagare 750 milioni di euro come indennizzo alla Cir di De Benedetti “per perdita di chance” nell’acquisto di Mondadori. Nonostante il bilancio 2008 si sia chiuso bene, con un utile di circa 240 milioni di euro e, un patrimonio netto di oltre 2.500 milioni di euro, ora in via Paleocapa si studiano tutte le ipotesi per portare subito un ingente liquidità. Tra una delle tante ipotesi c’è la cessione del AC Milan. Di fronte a questa situazione “tragica” per la Fininvest, ecco raffiorare alcuni indizi importanti sui contatti per la cessione del club di Via Turati.
Gli indiziati principali – Il primo “indiziato” per l’acquisto del club, è l’imprenditore albanere Rezart Taci (in estate vicino all’acquisto del Bologna), il quale grande appassionato di calcio e del Milan, ha già dato la sua disponibilità a rilevare il club rossonero. Vista la storia del club, la bacheca e la rosa il Milan è stato valutato intorno ai 700 milioni di euro. Una cifra che Taci conosce e, che non lo spaventa affatto. Altri indiziati potrebbe essere qualche sceicco degli Emirati Arabi e non come riportavano alcuni quotidiani, il leader libico Gheddafi. Quindi gli acquirenti non mancano, tutti stranieri e nessuna cordata di italiani. Ora con questa decisione del Tribunale di Milano, tutto diventa possibile, e questo spiega molte cose, tra le quali la pessima campagna acquisti dei rossoneri, la cessione di Kakà, ma anche il perchè Taci abbia mollato il Bologna. Una decisione presa forse in stile Berlusconiano, forse “il Milan è una questione di cuore” anche per il giovane imprenditore Albanese.
Risolvere la crisi – Intanto in Via Turati non si pensa a ciò, quello che interessa principalmente alla dirigenza rossonera è risollevare la squadra ed uscire definitivamente da questa crisi. Lo staff tecnico pensa ad una diversa preparazione e Leonardo ad un altro modulo di gioco. Leonardo spera nell’impresa, pur avendo alle “costole” già i probabili successori. Ora bisognerà attendere la ripresa del campionato, la sosta potrà far bene alla squadra “Ci serve rifiatare e recuperare qualche infortunato come Bonera e Borriello. Ci basta poco per tornare competitivi”.
Ripensare a Bergamo non servirebbe a niente, anche perchè se Ronaldinho non avesse segnato, l’avventura di Leonardo al Milan non si sarebbe fermata “Io non mi sarei dimesso, non so se la società mi avrebbe cacciato… – commenta il tecnico – E a proposito di società: io ero un dirigente del Milan, mi è stata fatta una proposta, l’ho accettata, sono diventato l’allenatore e quando finirà quest’avventura non tornerò a fare il dirigente”. Un retroscena che molti non sapevano, con questa decisione quindi i dirigenti del Milan perderanno alla fine di questa avventura, uno dei migliori “talent scout” del calcio mondiale. Per risollevare il Milan anche Braida è all’opera. Il d.s rossonero infatti sta proseguendo, il tour in Brasile alla caccia di un ottimo difensore mancino da ingaggiare a gennaio.
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